Sono passati 15 anni da quel lontano 1995, anno in cui si svolse la prima edizione dell’Mc Hip Hop Contest ( che all’epoca si intitolava Mc Funk Hip Hop Festival).
Esattamente 12 anni prima l’etichetta modenese Cruisin’Records dava alle stampe il primo disco in vinile della discografia nazionale, cantato, rappato, arrangiato e suonato da una crew americana “The Snaps”, composta da quattro bianchi (ricordo solo due nomi:David Srb e Andy Forres)t e da un nero James Thompson.
Queste date sono solchi della nostra esistenza e non devono rappresentare – come recita Jeff Chang - nel preludio al suo Can’t Stop Won’t Stop:” un modo come un altro per imporre una trama prefissata”.
A differenza di allora, oggi l’hip hop è ovunque. Fa scorrere i suoi testi su supporti digitali che inondano le classifiche dei brani più venduti al mondo. Conquista premi, riconoscimenti e palcoscenici grazie ai suoi protagonisti, ormai da anni padroni della scena live e televisiva.
Traccia, con il proprio linguaggio, i percorsi della promozione di campagne pubblicitarie relative a qualsiasi tipo e genere di prodotti, dalla merendina del nipotino all’auto del papà. Ha spolverato e rinnovato mercati chiusi e idee “massonike” come la danza, ha scomposto in modo irrazionale ma vero i conflitti generazionali standardizzati e calendarizzati.
L’establishment del potere mediatico, anche se dopo tanto sudore versato, ha accettato di distribuire un prodotto privo di compromessi che riflette la storia ed i codici spontanei della cultura hip hop, abdigando, forse soltanto per un giorno, vedremo, al ruolo di classe dominante.
Tutto questo non genera confusione o il suo contrario, tutto questo è il senso della storia che avviene senza che il grande burattinaio se ne renda conto. Le date rappresentano momenti di scelta, cambiamenti intimi oltre che evidentemente collettivi e non generazionali, questo ci insegnano dall’alba della storia al 1964, dal re di Ur (2050 a.C.) a Martin Luther King.
L’hip hop generation ha facoltà di far coesistere date, luoghi e razze diverse ( Jeff Chang), ed è il nostro convinto auspicio che possa nel prossimo futuro raccontare il passaggio dalla politica alla cultura. Il nostro impegno domani come adesso e di fornire alle nuove generazioni l’acqua per spegnere gli incendi.
“ Quando abbiamo creato l’hip hop lo abbiamo fatto sperando che trattasse di pace, d’amore, unità e divertimento, per far si che le persone potessero fuggire dalla negatività che inquinava le strade, violenza fra gang, abuso di droga, odio, violenza fra africani e ispanici”. (Afrika Bambaataa)
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